

118. La spartizione dell'Europa prima di Yalta.

Da: G. Mammarella, Da Yalta alla Perestrojka, Laterza, Bari, 1990.

Alla conferenza di Yalta, svoltasi fra il 4 e l'11 febbraio del
1945, Stati Uniti, Unione Sovietica e Gran Bretagna presero alcune
decisioni fondamentali per la conclusione della guerra e per il
futuro assetto geopolitico dell'Europa. La guerra sarebbe stata
proseguita fino alla resa incondizionata della Germania, la quale
sarebbe stata quindi divisa in quattro zone d'occupazione. In
tutti i paesi liberati dal nazismo si sarebbero dovuti formare
governi rappresentativi della volont popolare attraverso libere
elezioni; in Polonia in particolare, il governo provvisorio di
Lublino, costituitosi sotto l'egida sovietica, avrebbe dovuto
aprirsi alla partecipazione di componenti del governo polacco in
esilio a Londra. Ai membri permanenti del consiglio di sicurezza
dell'ONU venne riconosciuto il diritto di veto. L'Unione Sovietica
si accord infine con gli Stati Uniti per un suo intervento nella
guerra in Estremo Oriente. La tesi secondo la quale a Yalta venne
decisa la spartizione dell'Europa in zone d'influenza  impropria:
tutto, afferma nel seguente passo lo storico italiano Giuseppe
Mammarella, era stato gi deciso dall'andamento delle operazioni
militari e nel corso di precedenti incontri fra i capi delle
maggiori potenze.


Uno dei grandi miti della storia contemporanea  quello legato
alla conferenza di Yalta. Nella cittadina sulle sponde del Mar
Nero tra il 4 e 1'11 febbraio 1945, Roosevelt, Stalin e Churchill,
ormai vincitori della seconda guerra mondiale, si sarebbero divisi
l'Europa. Ma il mito non  tutto qui: esso vuole che Roosevelt
sarebbe caduto nella trappola tesagli da Stalin e avrebbe svenduto
l'Europa dell'Est ai sovietici [...]._.
In realt a Yalta non ci fu nessuna svendita. Le vicende che
determinarono la divisione del continente e il predominio
sovietico sui paesi dell'Europa orientale e balcanica hanno una
gestazione molto pi complessa, che dalle origini del conflitto si
svolge lungo tutta la sua durata; e comunque, oltre che con la
realt politica, il mito di Yalta si scontra anche con quella
militare.
Al momento in cui si svolgeva la conferenza di Yalta, l'armata
rossa era gi a 40 miglia a est di Berlino, aveva occupato
interamente i paesi baltici, la Polonia, la Romania, la Bulgaria,
era entrata in profondit in Ungheria e circondava Budapest che
cadeva il 13 febbraio, mentre in Iugoslavia, dopo la conquista di
Belgrado da parte di forze sovietiche e di unit partigiane,
l'esercito di Tito stava completando la liberazione del paese.
Oltre alle operazioni militari c'erano precedenti storici e
politici che concorrevano ad attribuire all'URSS una posizione
preferenziale e un ruolo dominante nell'Europa dell'Est. [...]
Essi erano l'aspirazione a recuperare i territori ceduti nel 1918
col trattato di Brest-Litovsk e le acquisizioni ottenute grazie al
patto nazi-sovietico dell'agosto 1939. [...] Ma a sostegno degli
interessi sovietici in quell'area c'erano stati soprattutto gli
immensi sacrifici accettati dal popolo russo durante la guerra e
lo sforzo bellico sostenuto dagli eserciti sovietici quasi in
esclusiva fino alla fine del 1942. [...] Dati tutti questi
precedenti sarebbe stato impossibile respingere la richiesta di
Stalin di avere governi amici alle frontiere con l'URSS. [...]
L'equivoco doveva sorgere sulla natura di quella amicizia, che per
Stalin aveva un significato ben pi estensivo di quello normale,
fino ad auspicare nei governi dei paesi confinanti affinit
ideologiche e politiche con il regime sovietico difficilmente
accettabili per l'Occidente. Per questo entrer a far parte dei
protocolli della conferenza quella dichiarazione sull'Europa
liberata che insisteva sull'esigenza di creare in ogni paese
affrancato dal dominio tedesco governi provvisori,
rappresentativi di tutte le forze democratiche, di tenere libere
elezioni al pi presto e di facilitarne lo svolgimento con ogni
mezzo. [...].
A confutare ulteriormente il mito di Yalta sta il fatto
incontrovertibile che tutte le principali decisioni relative al
nuovo assetto territoriale in Europa furono prese non a Yalta, ma
alla conferenza di Teheran nel novembre 1943, e nel corso
dell'incontro rimasto famoso tra Churchill e Stalin nell'ottobre
1944 e infine dalla European Advisory Commission, la commissione
interalleata sulla Germania, che aveva operato a Londra dal 1944
al 1945.
